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Conferito a João J. Vila-Chã il Premio Internazionale per la Filosofia Karl-Otto Apel ‒ undicesima edizione

 

La compassione:

luogo di incontro tra gli indistinti

Il filosofo João J. Vila-Chã

in un momento della sua Lectio Magistralis

 

Si è tenuta lunedì 27 novembre, a partire dalle 10.30, presso il Palazzo dei Congressi delle Terme Luigiane, nella cittadina di Acquappesa, la cerimonia di premiazione dell’undicesima edizione del “Premio Internazionale per la Filosofia Karl-Otto Apel”. Il premio, fondato e diretto da Michele Borrelli, in collaborazione con Karl-Otto Apel, ha visto vincitore João J. Vila-Chã, studioso di livello mondiale, impegnato nei versanti di ricerca del Pensiero sociale e politico, del Dialogo interreligioso e della Filosofia della Religione (Cristianesimo, Ebraismo, Islam), anche in senso comparativo, nonché mediatore mondiale sul versante del dialogo etico e dell’applicazione universale dell’etica.

I nodi centrali del pensiero di Vila-Chã si articolano intorno ad aree di ricerca quali l’Etica e la Metafisica, l’Antropologia filosofica e in generale la Storia della Cultura. Altrettanto fondamentali si rivelano all’interno del suo percorso teoretico anche voci come il Dolore, il Male e la Violenza.

In una splendida lectio magistralis sul tema “Affettività, socialità, virtualità: la domanda sul sé e sull’altro nell’età digitale”, il filosofo ha posto l’accento sui temi dell’amore e della misericordia, quest’ultima centrale nel pontificato di Papa Francesco, e sui sentimenti della gratitudine e della compassione. La categoria della compassione è espressione paradigmatica dell’amore. Il pathos dell’essere trova le sue condizioni basilari nell’affettività, sostrato di manifestazione dell’amore e di emozioni, come la gioia e la sofferenza, in cui si disvela la dimensione fondamentale dell’essere umano.

In apertura, Michele Borrelli (Presidente del Centro filosofico internazionale Karl-Otto Apel), dopo una presentazione complessiva sull’attività e sulla ricerca teoretica del filosofo Vila-Chã, ha portato i saluti di Dorothea Apel, di Raúl Fornet-Betancourt (vincitore della seconda edizione del premio) e Reinhard Hesse (vincitore della nona edizione).

Il Sindaco di Acquappesa, Giorgio Maritato, dopo i saluti da parte dell’Amministrazione comunale, ha condotto una interessante presentazione sui motivi e il senso del premio, tratteggiandone brevemente i percorsi tematici. Ha portato i saluti dell’amministrazione comunale di Guardia Piemontese Carlo Pisano, Presidente del Consiglio del Comune. Un saluto è stato portato da Graziano di Pasqua, Dirigente Scolastico dell’Istituto d’Istruzione Superiore “S. Lopiano” di Cetraro, da parte della docente Giovanna Grambone, intervenuta insieme ad altri colleghi e agli studenti del quarto e quinto anno dei licei.

Gli argomenti sollevati dal filosofo Vila-Chã con la sua lezione magistrale hanno suscitato la viva partecipazione degli studenti intervenuti con domande e richieste di approfondimento.

Uno dei punti centrali del dibattito, che ha provocato uno scambio di argomentazioni molto interessanti, è stata la voce “Amore”. Una categoria che ha attraversato molte articolazioni anche storiche: dall’amore come com-passione per l’Altro a quello fisico-passionale; dall’amore agapico all’amore anche come dimensione individuale-egoistica o “amor-di-sé”, inteso come bisogno non solo di auto-sopravvivenza ma come necessità di un vivere individualmente bene.

Il dibattito ha evidenziato che voci come l’amore o il sentimento, in generale, o le emozioni, in particolare, formano un ambito di ricerca che, in riferimento a Wittgenstein, può essere definito ambito dell’indicibile. Indicibile nel senso che non ci sono definizioni o delimitazioni concettuali che possano nel senso di Karl Jaspers (come ha fatto rilevare Michele Borrelli) circoscrivere l’ampiezza del termine amore. Ma interessanti sono state proprio nel senso di una possibile definizione contenutistica di questo termine le argomentazioni di Vila-Chã. L’amore vive di indistinti (l’uno e l’Altro) che si incontrano nella com-passione: nel patire o suddividersi la sofferenza e il dolore che si riscontrano o possono riscontrarsi nell’Altro. In un mondo quasi ostile alla solidarietà e che si adagia facilmente sull’indifferenza, è importante riprendere, come ha sottolineato Vila-Chã, le nozioni di gratitudine e quella di amore che, pur non escludendo la dimensione individual-egoistica di ognuno di noi (di ogni sé), giungono a se stesse in senso autentico solo nel rapporto con l’Altro, nell’amore per l’Altro che apre all’amore comunitario e globale. Proprio nell’era digitale vi è un gran bisogno di riflettere con i giovani sull’importanza del fatto che la realizzazione vera del proprio sé non può essere pensata contro l’Altro-da-me, che piuttosto vale il contrario: quanto più includo l’Altro-da-me nel mio proprio esser-me, tanto più mi riconosco nell’autenticità di un proprio io (Jemeinigkeit) che solo tale rapporto con l’Altro rende possibile.

 

 

Giorgio Maritato, Sindaco di Acquappesa,

in un momento del suo intervento di presentazione

 

Il Prof. Michele Borrelli durante il suo intervento